Carnalità.
Alla fine si riduce tutto ad un semplice concetto: la carnalità.
Si può essere sensuali, ma non carnali; erotici, ma non carnali; intriganti, ma non carnali.
Ma quando il tuo corpo esprime carnalità si è tutto questo ed altro.
Ed è un qualcosa che va aldilà dell’aspetto fisico, della dote innata del saper sedurre o della capacità nel riuscire a soddisfare. Quelli sono optionals, ammenicoli con cui impreziosisci quella sorta di magnetismo animale che ti rende speciale.
La carnalità è la linea di confine tra l’umano ed il bestiale; è un gioco d’equilibri che rende percettivi all’impercettibile ed acuti ed attenti al percepibile; è quello che ti fa rizzare il pelo come un gatto e ti fa accoccolare nel buio in cerca di caldo riparo; è ciò che ti fa attingere a forze negate agli altri per potertene nutrire e nutrire gli altri.
La carnalità non è solo sesso. Il sesso è una delle manifestazioni della carnalità, la sua voce ed il suo strumento, ma il suo cuore è altrove.
Il suo nucleo è dentro la tua anima, nel suo profondo.
E quando avrai sgretolato le inibizioni, abbattuto i complessi e rinnegato i retaggi potrai sentirla fare le fusa mentre aspetta una tua carezza.
E allora avrai la spudorata carnalità di una povera ninfomane ritardata di mente, la sanguinaria carnalità di un guerriero impazzito in battaglia, la perversa carnalità di una bestia che divora i suoi cuccioli.
E così sarai libera.
E forse imparerai e gestirla. O forse no.
Ma comunque, sarai libera.
Folle, ma libera.





