Carnalità.
Alla fine si riduce tutto ad un semplice concetto: la carnalità.
Si può essere sensuali, ma non carnali; erotici, ma non carnali; intriganti, ma non carnali.
Ma quando il tuo corpo esprime carnalità si è tutto questo ed altro.
Ed è un qualcosa che va aldilà dell’aspetto fisico, della dote innata del saper sedurre o della capacità nel riuscire a soddisfare. Quelli sono optionals, ammenicoli con cui impreziosisci quella sorta di magnetismo animale che ti rende speciale.
La carnalità è la linea di confine tra l’umano ed il bestiale; è un gioco d’equilibri che rende percettivi all’impercettibile ed acuti ed attenti al percepibile; è quello che ti fa rizzare il pelo come un gatto e ti fa accoccolare nel buio in cerca di caldo riparo; è ciò che ti fa attingere a forze negate agli altri per potertene nutrire e nutrire gli altri.
La carnalità non è solo sesso. Il sesso è una delle manifestazioni della carnalità, la sua voce ed il suo strumento, ma il suo cuore è altrove.
Il suo nucleo è dentro la tua anima, nel suo profondo.
E quando avrai sgretolato le inibizioni, abbattuto i complessi e rinnegato i retaggi potrai sentirla fare le fusa mentre aspetta una tua carezza.
E allora avrai la spudorata carnalità di una povera ninfomane ritardata di mente, la sanguinaria carnalità di un guerriero impazzito in battaglia, la perversa carnalità di una bestia che divora i suoi cuccioli.
E così sarai libera.
E forse imparerai e gestirla. O forse no.
Ma comunque, sarai libera.
Folle, ma libera.





Ti adoro Padrone. Insegnami Ti supplico.
Quante cazzate!
Come vedi caro Trent ho approvato il tuo commento. Anche se negativo era talmente intriso di profonde e motivate osservazioni e non potevo privare gli altri lettori di tanta sottile, ponderata, saggezza!