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	<title>HiS - Happiness in Slavery, Happiness in Service</title>
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	<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 15:38:37 +0000</pubDate>
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		<title>MoonCup</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 13:42:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phoenix{FdN}</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Bagno]]></category>

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		<description><![CDATA[Della MoonCup ne ha parlato per la prima volta Beppe Grillo ad AnnoZero.
Purtroppo non riesco a reperire il video e me ne dispiace, so di perdermi qualcosa.
La MoonCup è una coppetta mestruale in silicone anallergico che raccoglie il flusso mestruale invece che assorbirlo. Si inserisce nella vagina, può essere svuotata e riutilizzata ciclo dopo ciclo.

Questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Della <a href="http://www.labottegadellaluna.it/moon_faq.html" target="_blank">MoonCup</a> ne ha parlato per la prima volta Beppe Grillo ad AnnoZero.</p>
<p>Purtroppo non riesco a reperire il video e me ne dispiace, so di perdermi qualcosa.</p>
<p>La MoonCup è una coppetta mestruale in silicone anallergico che raccoglie il flusso mestruale invece che assorbirlo. Si inserisce nella vagina, può essere svuotata e riutilizzata ciclo dopo ciclo.</p>
<p><span id="more-89"></span></p>
<p>Questo comporta un abbattimento del costo dello smaltimento dei rifiuti, che è particolarmente oneroso per quello che riguarda assorbenti interni ed esterni rispetto al rapporto volume/energia.</p>
<p>Presenta diversi tipi di vantaggi rispetto agli assorbenti tradizionali:</p>
<ul>
<li>economici: una MoonCup, che costa circa 30 euro può durare anche dieci anni.</li>
<li>estetici: non si vede. scompare all&#8217;interno del corpo.</li>
<li>pratici: non c&#8217;è più bisogno di portarsi dietro gli assorbenti di ricambio. non rischiate che vi    spuntino ovunque da tasche e borsette.</li>
<li>tecnici: non si sente. come non averla, come non esistesse. Non gocciola. Non irrita.</li>
<li>medici: non contiene sostante chimiche come gli assorbenti.</li>
</ul>
<p>Il sito che ho linkato è estremamente chiaro ed esaustivo, oltrechè molto convincente: perciò mi sono convinta a tentare questa esperienza.</p>
<p>Ho appena concluso il primo esperimento, e devo dire che si è concluso molto felicemente.</p>
<p>Sono semplicemente entusiasta e mi sento di consigliarla caldamente a tutte le ragazze che mi leggono.</p>
<p><strong>Tips&amp;tricks </strong></p>
<p>#1 La MC si inserisce piegata. Sul sito troverete due tecniche diverse di piegatura: io mi trovo meglio con la prima. In ogni caso, la MC piegata è leggermente più grande di un assorbente interno tradizionale. Questo può fare impressione, ma la MC va messa più in basso rispetto agli assorbenti tradizionali, quindi è più facile da inserire. Si apre da sola una volta all&#8217;interno della vagina, inseriti i primi centimetri resterete sorprese a guardarvi la mano domandandovi dove cavolo sia finita la MC, perché si sarà adattata perfettamente al corpo e non la sentirete per nulla.</p>
<p>#2 La MC non ha il problema della proliferazione dei batteri, nè, come succede con gli assorbenti, è consigliabile provarla a ciclo iniziato. Fate un po&#8217; di prove in un giorno neutro. Accorciate il gambo un po&#8217; per volta, non fate le fave come me che mi sono fatta prendere dall&#8217;euforia. In ogni caso con l&#8217;abitudine il gambo non lo userete più, vi basterà esercitare una leggera pressione con i muscoli.</p>
<p>#3 Se potete, cominciate ad usarla un giorno in cui potete usare un bagno in cui vi sentite a vostro agio e in ogni caso con un po&#8217; di calma. Non cercate di mettere la MC in fretta, sedetevi sul gabinetto e rilassate i muscoli. Richiede pochissimo tempo, ma anche un minimo di tranquillità. Va sciacquata o asciugata con una salvietta prima di reinserirla, perciò se avete a disposizione un bagno con un bidet tutto diventa molto più semplice le prime volte</p>
<p>#4 E&#8217; così flessibile che anche se la mettete storta non da fastidio, però gocciola. Bastano un paio di tentativi per trovare la posizione ottimale e rendersi conto della differenza. Le prime volte può essere consigliabile un assorbentino per sicurezza.</p>
<p>#5 E&#8217; talmente comoda che vi scordate di averla. Non è come con gli assorbenti normali, che si gonfiano quando sono pieni, la MC ad un certo punto trabocca e basta. Bisogna assumere l&#8217;ottica di svuotarla tot volte al giorno anche se non abbiamo sensazioni fisiche che ce lo comunicano.</p>
<p>Come ogni tipo di innovazione che comporta proprio un cambiamento della nostra ottica necessita di un periodo di allenamento: nel caso della MoonCup bastano un paio di giorni per prendere confidenza.</p>
<p style="text-align: right;"><em>avluela{G}</em></p>
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		<title>Cena pic-nic</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 13:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phoenix{FdN}</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Salone]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo articolo potrebbe divertirvi, se, come me, siete persone che amano i pic-nic ma, come me, avete un Padrone che comincia a starnutire non appena i fiori cominciano a sbocciare, oppure se siete alla ricerca di un&#8217;idea per una cena speciale, ma che -per vari motivi -sia un po&#8217; differente dalla classica cena in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo potrebbe divertirvi, se, come me, siete persone che amano i pic-nic ma, come me, avete un Padrone che comincia a starnutire non appena i fiori cominciano a sbocciare, oppure se siete alla ricerca di un&#8217;idea per una cena speciale, ma che -per vari motivi -sia un po&#8217; differente dalla classica cena in cui voi servite e il Padrone mangia a tavola.</p>
<p><span id="more-93"></span>L&#8217;idea è quella di preparare una cena fatta soltanto di stuzzichini comodi da mangiare con le mani, stendere sul letto una tovaglia verde, o addirittura a fiori (cercatela tra quelle plastificate vengono via per pochi soldi), preparare un tavolino vicino al letto per bicchieri, vino e tutto quello che vi può servire e &#8230; concedervi un pic-nic che non farà sentire male il vostro allergico Padrone.<br />
Se volete strafare procuratevi un cestino da picnic da cui estrarre le pietanze, e appendete al lampadario un sole, o una luna di cartone.<br />
L&#8217;idea si presta a diversi scenari: potete essere la geisha che porta il cibo alla bocca del Padrone, oppure servire i vari spuntini usando il vostro corpo come vassoio.<br />
Organizzare una cena di questo tipo, però, richiede alcune accortezze.<br />
La più importante di queste è di programmarla con un certo anticipo, scegliendo un pomeriggio in cui avete tempo e voglia di cucinare.<br />
Infatti, al contrario di quanto si può immaginare, preparare dieci stuzzichini in porzioni per una persona richiede più tempo che preparare una pasta -anche elaborata- per dieci persone.<br />
In questo frangente ci viene incontro il banco dei cibi pronti al supermercato: trovate basi per pizza, soltanto da stendere e da farcire, basi per tartine e torte salate, pasta fillo per involtini croccanti: quelle delle marche più famose hanno un ottimo rapporto qualità prezzo.<br />
Vi consiglio, dal momento che vi ci mettete, di preparare tutto in dosi abbondanti: un po&#8217; perchè cucinare una torta salata per una persona sola rasenta l&#8217;assurdo, un po&#8217; perchè con lo stesso impegno fate in modo di sfruttare il lavoro di un pomeriggio non solo per la sera della cena ma per diverse sere durante la settimana.<br />
Il secondo aspetto a cui dovete fare attenzione è quello di armonizzare, nei limiti del possibile, i vari spuntini: vi consiglio di  prevedere un piatto di carboidrati, perchè altrimenti non vi sazierete mai, uno o due spuntini di verdure, uno o due di carne o di pesce.<br />
Preparate uno o due tipi di frutta tagliati a pezzetti.<br />
E&#8217; simpatico pensare anche a qualcosa di dolce, però i pasticcini sono complicati da fare a casa: compratene cinque o sei in una buona pasticceria, avranno un prezzo abbordabile, oppure prevedete qualcosa di semplicissimo tipo biscotti ricoperti di Nutella o crema, o dei frutti (fettine di arancia, di pere, di fragola) intinte nel cioccolato caldo e poi lasciate asciugare.<br />
Lo so che sembra un sacco di roba (lo è) e in una cena normale non vi verrebbe mai in mente di servire tutta questa roba, ma una parte del divertimento di questo tipo di cena è proprio quella di poter scegliere tra tanti piatti diversi, spizzicando e assaggiando piccole quantità di ognuno.<br />
In ultimo, ci sono alcuni piatti che richiedono di essere composti all&#8217;ultimo minuto. Cercate di evitare che sia così per tutti i piatti che scegliete &#8230; altrimenti il primo piatto che preparate si sarà rovinato prima di finire l&#8217;ultimo.<br />
A livello di idee per i piatti, potete sbizzarrirvi: basta pensare in modo laterale e quasi tutto può essere ridotto a finger food, ovvero a cibo da mangiare con le mani: basta, sostanzialmente, ridurre tutto a mini-porzioni, tagliare pizza e torte a bocconcini, predisporre dei bicchierini per le zuppe &#8230; e poi, insomma, potete sempre sfruttare strategicamente il comodino  e fare qualche strappo alla regola.<br />
Non occorre inventare niente di esoterico: le polpette, ad esempio, sia di carne che di verdura sono ottime, divertenti e comode da mangiare: <a href="http://www.ricettaper.com/POLPETTE.php" target="_blank">qua</a> trovate un elenco di ricette per polpette con i più svariati ingredienti.<br />
Al supermercato, comunque, si trovano delle fantastiche crocchette di pollo, che potreste accompagnare con crocchette di patate, alcune di quelle surgelate sono discrete, oppure potete acquistarle se conoscete un posto che le fa buone.<br />
Un&#8217;altra ottima idea sono le bruschette, sempre buone, allegre e colorate, si può andare dalle più tradizionali come la bruschetta con l&#8217;olio o il pomodoro, ma anche lì le possibilità sono praticamente infinite. Trovate <a href="http://www.ricettaper.com/BRUSCHETTE.php" target="_blank">qui</a> alcune idee.<br />
Vale lo stesso discorso per la pizza, se usate la base già pronta, che va solo stesa e ricoperta con tutto quello che vi pare (tagliatela a quadretti) e le torte salate.<br />
L&#8217;ultima volta che ho fatto una cosa di questo tipo il menù prevedeva: quadretti di pizza con asparagi, scamorza e cannella, bruschetta tiepida con finocchi cotti con il pangrattato, crocchette di pollo, crocchette di gamberetti al sesamo, rotolo di mozzarella con salmone e rughetta tagliato a fettine, spicchi di arancia e fragole tagliate a metà e intinte nel cioccolato.</p>
<p style="text-align: right;"><em>avluela{G}</em></p>
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		<title>Agenda di viaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 13:40:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phoenix{FdN}</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Salone]]></category>

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		<description><![CDATA[Gormon e io abbiamo avuto la fortuna, questa estate, di poter trascorrere un mese insieme a Parigi.
Questo articolo è curato e utilissimo: ne ho sfruttato i suggerimenti nel pianificare il contenuto delle valigie e del bagaglio a mano e ho seguito le accortezze consigliate per prendermi cura del Padrone durante il viaggio.
Con l&#8217;esperienza, però, ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Gormon e io abbiamo avuto la fortuna, questa estate, di poter trascorrere un mese insieme a Parigi.<br />
<a href="http://www.papiebebi.org/his/?p=29" target="_blank">Questo articolo</a> è curato e utilissimo: ne ho sfruttato i suggerimenti nel pianificare il contenuto delle valigie e del bagaglio a mano e ho seguito le accortezze consigliate per prendermi cura del Padrone durante il viaggio.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-91"></span>Con l&#8217;esperienza, però, ho messo a punto alcuni accorgimenti che hanno semplificato la vita del Padrone e la mia (oppure che hanno soddisfatto il Padrone e gratificato me, quindi anche se richiedono un po &#8216; di lavoro chissenefrega :P) che non riguardano il viaggio in quanto tale ma la permanenza sul suolo straniero.</p>
<p><strong>*</strong> Preoccupatevi di studiare il tragitto che dovrete compiere dall&#8217;aeroporto alla vostra residenza durante la vacanza: dovete prendere la metro? Dovete prendere autobus? Se si, quante volte dovete cambiare?  Ad esempio, nel nostro ultimo viaggio, siamo atterrati all&#8217;aeroporto di Beauvais: facendo una ricerca in internet ho scoperto che non è un aeroporto interno alla città di Parigi e che ci sono delle navette che fanno la spola tra l&#8217;aeroporto e la città: ho prenotato i biglietti in anticipo, risparmiando al Padrone la seccatura di fare la fila all&#8217;arrivo.<br />
Valutate se vi convenga prendere un tassì che vi porti direttamente fino all&#8217;hotel. In alcuni paesi la metro e gli autobus funzionano talmente bene da rendere la spesa del tassì davvero superflua. L&#8217;esperienza diretta mi permette di dire che è così a Parigi e a Monaco.<br />
Studiate il percorso tra l&#8217;hotel e la fermata metro/autobus più vicina.<br />
Scrivetevi il nome dell&#8217;hotel, l&#8217;indirizzo e guardatene qualche foto on line.<br />
In passato mi limitavo a stampare tutte le &#8216;pagine utili&#8217;, ovvero le ricevute della prenotazione dei biglietti (e relativi codici), la pagina con i riferimenti dell&#8217;albergo, la conferma della prenotazione della camera &#8230; Insomma, in realtà possono diventare un bel po&#8217; di pagine, non così maneggevoli: ho imparato a riporle in una cartellina che tengo in una tasca laterale della valigia, e a segnare  informazioni, codici e indirizzi su un piccolo bloc notes che tengo sempre a portata di mano.<br />
Segnatevi anche quello di cui dite &#8216;tanto me lo ricordo&#8217;, se siete stordite come me.</p>
<p><strong>*</strong>Fate in modo di poter risolvere le emergenze anche da sole. Tenete a portata di mano un minivocabolario, anche se Lui parla perfettamente la lingua. Segnatevi i numeri della polizia, dei taxi e dell&#8217;ospedale. Lo so che sembra paranoico o esagerato, però sarei stata davvero contenta di averci pensato, la notte che, a Monaco, alle due, Gormon aveva i bronchi quasi completamente chiusi dall&#8217;allergia e siamo dovuti correre nell&#8217;ospedale dove l&#8217;hanno ricoverato per la notte. O la volta che a Parigi siamo stati borseggiati della borsa che conteneva le chiavi di casa.</p>
<p><strong>*</strong>Informatevi sulle principali attrazioni della città in cui andrete, specialmente se ci andate per qualche giorno. Se andate in una grande città può essere una buona idea acquistare qualche buona guida, possibilmente aggiornata. Sceglietene una di quelle che danno anche notizie pratiche (o confrontatene un paio se volete strafare) come indicazioni su ristoranti e supermercati. Se il vostro Padrone ha una passione per  un settore in particolare (non per forza un periodo storico o artistico) spulciatevi le liste dei musei e vedete se c&#8217;è qualcosa che fa al caso vostro. Se conoscete qualcuno che conosce la città, fatevi dare delle indicazioni su locali, spettacoli e opportunità.<br />
In questa vacanza avevo preparato una &#8216;proposta del giorno&#8217; per ognuno dei giorni di permanenza: cercando di alternare visite a monumenti e a musei con proposte più sfiziose e passeggiate per la città. Poi ho ricopiato le proposte su dei bigliettini, che sono stati chiusi e messi dentro un bicchiere, pronti per essere sorteggiati alla domanda: &#8216;che facciamo oggi?&#8217;. Se rimanete a lungo nella città, potete aggiungere anche bigliettini &#8216;fuori tema&#8217; prevedendo giornate in cui si rimane a casa, giornate per dedicarvi insieme a qualche attività casalinga, giornate delle pulizie (per voi), e tutto quello che la fantasia vi suggerisce.</p>
<p><strong>*</strong>Siate pronte ad inventarvi qualcosa per rendere meno pesante l&#8217;attesa (quasi inevitabile) in stazioni ed aeroporti. Libri ed ipod sono sempre perfetti, ma basta carta e penna per giocare insieme a mastermind, tris, a fare gli anagrammi &#8230; una vecchia copia della Settimana Enigmistica può essere un buon alleato se questo tipo di cose vi divertono.</p>
<p style="text-align: right;"><em>avluela{G}</em></p>
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		<title>Una cena formale</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 09:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phoenix{FdN}</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Salone]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni amici hanno deciso di organizzare un corso sul servizio formale ed una cena nella stessa giornata. Tra il corso e la cena era previsto un break di due ore per permettere agli schiavi di rilassarsi e prepararsi per la serata.

Undici i Dom seduti a tavola, quattordici i servitori. Questo era il menù:

antipasti serviti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Alcuni amici hanno deciso di organizzare un corso sul servizio formale ed una cena nella stessa giornata. Tra il corso e la cena era previsto un break di due ore per permettere agli schiavi di rilassarsi e prepararsi per la serata.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-51"></span></p>
<p>Undici i Dom seduti a tavola, quattordici i servitori. Questo era il menù:</p>
<ul>
<li>antipasti serviti a tavola: tartine con insalata di pollo, cetrioli con formaggio cremoso e cipolline, tartine al salmone affumicato guarnite con una goccia di formaggio cremoso e capperi, prosciutto e melone con fettine di provolone;</li>
<li>prima portata: fettine di baguette con mozzarella francese e pomodoro spolverate con olio d&#8217;oliva e vbasilico fresco tritato;</li>
<li>seconda portata: zuppa di pesce fatta in casa con una punta di formaggio;</li>
<li>terza portata: insalata di spinaci con vinaigrette e noce americana, briciole di gorgonzola a lato nel piatto;</li>
<li>intermezzo: sorbetto di lamponi decorato con una fettina di limone ed un ciuffetto di menta fresca;</li>
<li>portata principale: filetto di maiale con prezzemolo, patate rosse e fagiolini freschi;</li>
<li>dessert: scelta di torta al cioccolato e torta italiana alla crema.</li>
</ul>
<p><strong>Servizio</strong></p>
<p>Poiché non c&#8217;erano soltanto coppie presenti, i Dom singoli erano stati assegnati a servitori senza Padrone. Certamente servire un Dom che non si conosce richiede grande attenzione e grandissimo merito va ai padroni di casa che ci hanno istruiti sui gusti e le intolleranze alimentari di tutti i commensali.</p>
<p>Schiavi e schiave indossavano pantaloni o gonna neri con top o camicia bianchi. La padrona di casa ci ha fornito guanti bianchi e papillon. Il dress code era stato specificato nell&#8217;invito che tutti noi avevamo ricevuto.</p>
<p>Al suono di un campanello noi tutti servitori ci posizionavamo in piedi, ciascuno dietro al suo Dom; un altro rintocco e mettevamo il piatto dinanzi a loro, per poi tornare verso il muro. Dopo 2-3 minuti ci voltavamo e lasciavamo la stanza. Questo accadeva per ogni portata, mentre una sub fungeva da addetta alle bevande.</p>
<p>Ogni Dom aveva un campanellino davanti a sè da far suonare in caso di necessità. Se ciò accadeva, una sub veniva in cucina a comunicare chi aveva suonato, così che lo schiavo addetto potesse provvedere. Naturalmente, lo &#8220;scopo del gioco&#8221; era offrire un servizio talmente impeccabile da non sentire mai suonare i campanellini. I Dom si sono complimentati, quindi direi che ce la siamo cavata bene!</p>
<p>Noi schiavi e sub abbiamo mangiato in cucina, tra una portata e l&#8217;altra, prendendo qualcosa tra gli avanzi dei Dom. Non posso parlare per i miei colleghi, ma questo aspetto per me è stato importante ed ha aumentato l&#8217;emozione del momento. Il fatto di mangiare così, in piedi, arraggiandoci, mi ha fatto sentire ancora di più la gerarchia, la differenza tra noi e i Dom che cenavano comodamente seduti a tavola.Nonostante non abbiamo assaggiato tutto, alla fine eravamo più che sazi.</p>
<p>Alcune altre note, piccole cose che hanno fatto la differenza:</p>
<ul>
<li>una delle schiave ha servito sul lato opposto rispetto a noi, poiché il suo Padrone è mancino;</li>
<li>il mio Padrone ha richiesto a fine pasto il decaffeinato, mentre noi avevamo preparato solo caffè normale e tè. Ne abbiamo fatto subito una caraffa, ho servito il decaffeinato al mio Padrone e, a quel punto, anche altri Dom hanno detto di volerlo;</li>
<li>i Dom tendenzialmente smettevano di conversare quando noi eravamo nella sala da pranzo: quando ce ne siamo accorti, abbiamo accorciato i tempi di permanenza della stanza dopo il servizio, ma senza dimenticare di controllare che tutti fossero soddisfatti prima di andarcene;</li>
<li>il compito di uno dei servitori era controllare i bicchieri per far sì che fossero sempre pieni (o quasi) di acqua e vino.</li>
</ul>
<p style="text-align: right;"><em>namaste</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>traduzione a cura di phoenix{FdN}</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Superare le difficoltà</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 09:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phoenix{FdN}</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Studio]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è sempre qualcosa nella vita che si mette in mezzo alla tua strada e ti rovina i piani. Può essere il lavoro, possono essere i figli che hanno bisogno di più tempo ed attenzioni, ma fino ad oggi ciò che più ha messo i bastoni tra le ruote a me e al Padrone sono stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è sempre qualcosa nella vita che si mette in mezzo alla tua strada e ti rovina i piani. Può essere il lavoro, possono essere i figli che hanno bisogno di più tempo ed attenzioni, ma fino ad oggi ciò che più ha messo i bastoni tra le ruote a me e al Padrone sono stati i problemi di salute.</p>
<p><span id="more-54"></span></p>
<p>Ho convissuto con il dolore cronico per anni. Ci sono momenti in cui il dolore è talmente forte che non ho le forze per servire, tantomeno per l&#8217;SM. Ed anche nei giorni migliori non riesco a fare più di tanto. Ci siamo dovuti adattare ed abbiamo dovuto imparare ad accettare che certe volte semplicemente non posso servirlo o &#8220;giocare&#8221;, indipendentemente da quanto lo vogliano il mio cuore o la mia mente. Devo dire che è stato più bravo Lui ad accettare le mie limitazioni di quanto non sia stata io: ancora mi arrabbio con il mio corpo che è incapace di fare le cose che vorrei, ancora impreco contro le mie limitazioni fisiche.</p>
<p>E&#8217; stato Lui a tirare il freno per me quando ho iniziato a lavorare full time. Il lavoro assorbe ogni mia energia e quando arrivo a casa ho a malapena la forza di tenere gli occhi aperti. Tutti i lavori di casa che erano di mia competenza (e che ritenevo fondamentali per la mia schiavitù) adesso li fa Lui. Per tantissimi mesi è stato Lui a cucinare, Lui a portarmi da bere, perché io non riuscivo nemmeno a muovermi dal divano alla cucina. Mi sentivo persa, perché in quel periodo i miei servizi domestici e la mia schiavitù erano intimamente correlati, non ero in grado di separarli. Ho dovuto imparare che lavorare a tempo pieno era una nuova forma di servizio per me, qualcosa di cui Lui necessitava più di tutto il resto. Non che io non apprezzi ciò che Lui faceva (e fa) per me: è stato solo difficile accettarlo all&#8217;inizio.</p>
<p>Gradualmente (okay, molto lentamente) ho iniziato ad accettare le mie limitazioni fisiche ed ho cominciato a cercare modi per adattare la mia vita a questa situazione. Nei giorni buoni offro il mio servizio e se Lui non lo accetta cerco di non prenderla come una frecciata alla mia incapacità di servirlo, bensì mi riposo come Lui desidera.</p>
<p>Credo che anche Lui abbia dovuto imparare a fidarsi di me e a non eccedere in questo Suo atteggiamento ed anche questo ha richiesto tempo. Dopo un po&#8217; ha cominciato a chiedermi di servirgli da bere ed ha smesso di domandarmi se doveva mettersi in tavola da solo il piatto. Recentemente mi ha permesso di ricomicniare a cucinare e a lavare i piatti. Devo stare attenta a non stancarmi troppo, altrimenti il giorno dopo ne pago le conseguenze in termini di dolore accentuato e stanchezza cronica. Ho dovuto imparare ad accettare che se facciamo SM in maniera cruenta, per i due giorni successivi devo mettermi a riposo - idem se stiamo svegli fino tardi, se stiamo molto al supermercato a fare spesa, se occorre fare delle pulizie in casa, ecc.ecc. Devo stare attenta in ogni momento della giornata: nessuna lunga camminata in pausa pranzo se la sera voglio essere in grado di servire, evitare di stare in piedi per lunghi periodi e, se sto seduta come faccio al lavoro, ogni tanto devo alzarmi per far cambiare postura ai miei muscoli.</p>
<p>Una relazione Padrone/schiava 24/7 è possibile anche se vi sono problemi fisici. La gran parte di una relazione PAdrone/schiava è mentale e molto può essere fatto, anche in termini di servizio, con la mente. Ad esempio, uno dei modi in cui ho servito il mio Padrone è stato modificare il mio linguaggio. Ci sono alcune parole nella nostra lingua che Lui semplicemente non tollera: devo pensare molto attentamente prima di parlare, ma quando riesco ad esprimermi correttamente so di renderlo felice. Esercita il controllo sul mio linguaggio ed io Lo servo controllando il mio linguaggio e resistendo alla tentazione di cadere nelle vecchie abitudini quando sono circondata da persone che utilizzano normalmente le parole che per me sono proibite.</p>
<p>Niente di ciò che valda la pena avere è facile da ottenere e io non riesco ad immaginare niente al mondo che valga quanto servire il mio Padrone in ogni modo possibile. Il dolore o altre disabilità fisiche non devono controllare la tua vita e tenerti lontana dalla vita che vuoi vivere. Devi solo adattare, modificare, superare. Ci può volere tanto duro lavoro, a seconda del tipo di problema, ma se è qualcosa che realmente desideri credo che ne valga la pena. Se è il tuo partner la persona disabile o fisicamente limitata, ti consiglio di cercare di imparare cosa significhi per lui vivere con questa problematica.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Joy C </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>traduzione a cura di phoenix{FdN}</em></p>
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		<title>Tornare indietro</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 09:53:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phoenix{FdN}</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Studio]]></category>

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		<description><![CDATA[Trasferirsi ha significato sistemare una cosa dopo l&#8217;altra. G e io siamo insieme da un anno e mezzo; consideriamo questa la nostra seconda volta, dato che la prima volta le cose non sono andate bene, non siamo stati completamente sinceri con noi stessi.

Così, dopo una pausa, abbiamo ricominciato. Tutto si è fatto più complicato, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trasferirsi ha significato sistemare una cosa dopo l&#8217;altra. G e io siamo insieme da un anno e mezzo; consideriamo questa la nostra seconda volta, dato che la prima volta le cose non sono andate bene, non siamo stati completamente sinceri con noi stessi.</p>
<p><span id="more-57"></span></p>
<p>Così, dopo una pausa, abbiamo ricominciato. Tutto si è fatto più complicato, le nostre vite sono più complesse - ma anche migliori - e c&#8217;è davvero tantissimo da unire in questa nuova esistenza insieme. Per la prima volta in vita mia sto imparando ad associare caos e piacere (anche se forse solo in questo caso specifico!). Nella nostra prima relazione non eravamo stati capaci di costruire una vita insieme, mentre adesso siamo sulla strada giusta. Ho letto spesso di coppie D/s spaventate dall&#8217;affrontare tutte le cose &#8220;vanilla&#8221; che fanno parte dell&#8217;andare a vivere insieme, dal fatto che probabilmente la vita di ogni giorno prenderà il posto del rapporto Padrone/schiava, dell&#8217;SM, di tutta la &#8220;parte divertente&#8221; insomma. Per me e G all&#8217;inizio è stato invece molto piacevole, anche perché erano tutte cose nuove per noi, cose che nella nostra prima relazione non eravamo stati capaci di portare avanti. C&#8217;erano tante cose di noi che non conoscevamo e che avevamo finalmente la possibilità di esplorare e vivere concretamente. Per un periodo tutte queste cose &#8220;vanilla&#8221; hanno rappresentato effettivamente la gran parte del nostro rapporto, perchè stavano aperto nuove porte e ci davano la possibilità di conoscerci meglio.</p>
<p>Purtroppo però abbiamo esagerato. La settimana in cui mi sono trasferita da lui, G ha comprato una macchina nuova. Abbiamo anche iniziato, così come programmato, a decorare la casa in modo da renderla pronta per la vendita. Nelle quattro settimane successive ci siamo sobbarcati tutto il lavoro; oltretutto io ho iniziato un nuovo impiego e G ha proseguito nella sua carriera. I nostri animali domestici hanno dovuto fare conoscenza tra di loro e prendersene cura ha richiesto moltissimo tempo. Abbiamo programmato quando fare le pulizie di primavera e le regole per le pulizie ordinarie e nei weekend viaggiavamo per incontrare parenti ed amici. Ho iniziato a pensare a tutte le cose che dovevamo fare come &#8220;La Lista&#8221;, un elenco di cose da ricordare e compiti che dovevano essere svolti.</p>
<p>Improvvisamente, tutte le nostre serate sono state fagocitate dalle cose da fare per vivere come avevamo programmato di fare una volta insieme. Sì, quella che era cominciata come una convivenza divertente ed un po&#8217; caotica era diventata un elenco notturno senza fine di cose da fare e progetti. E anche la nostra relazione aveva bisogno di attenzioni e stava soffrendo della fatica che due persone adulte ed indipendenti stavano facendo per adattarsi alla vita insieme per la prima volta. La novità della scoperta ha lasciato il posto alle attività quotidiane, il nostro rapporto aveva finito per essere una delle voci della Lista, così che ci ricordassimo di dedicargli del tempo e delle attenzioni. Stavamo per impazzire.</p>
<p>Quando sto bene e sono rilassata (cosa che, lo ammetto, non capita troppo spesso), mi piace prendermi cura delle cose e creare un ambiente piacevole, rilassante. Un po&#8217; per la mia tendenza a servire, un po&#8217; perché amo un lavoro ben fatto, portato a termine al meglio delle mie possibilità. Mano a mano che La Lista si faceva sempre più lunga e le notti sembravano invece accorciarsi a vista d&#8217;occhio, mi sono resa conto che lavoravo come una matta con l&#8217;unico scopo di completare le cose che vi erano scritte sopra. Una dopo l&#8217;altra le cose che amavo fare erano diventate delle necessità impellenti.</p>
<p>Avevamo lavorato duramente per non lasciare da parte il nostro lavoro in mezzo a tutte queste cose da fare e pensavo di essere stata brillante a mettere anche questa voce nella Lista per ricordarmi di dedicare attenzioni anche a noi due. Sfortunatamente, nella nostra folle corsa per completare tutte le voci della lista, la nostra relazione era diventata nulla più che un compito da svolgere e questo mi ha fatto capire che le cose dovevano cambiare. Ho scoperto che sentivo la mancanza del nostro rapporto (e della mia sanità mentale, anche!).</p>
<p>C&#8217;è voluto un po&#8217; perché capissimo cosa stava succedendo e ne abbiamo parlato a lungo, anche chiedendoci se per caso andare a vivere insieme non fosse stata una decisione disastrosa per noi. Nel momento in cui abbiamo capito che la nostra relazione era davvero importante per noi e che meritava tempo, fatica ed attenzioni, abbiamo rivisto tutti i nostri compiti quotidiani. Nella corsa verso il fare tutto subito per avere un futuro migliore, mi stavo dimenticando di vivere il presente. Amo servire, ma correre dietro alle cose da fare come stavo facendo era come essere sposata per farmi chiamare &#8220;signora&#8221; ma senza avere l&#8217;amore e l&#8217;affetto di un matrimonio.</p>
<p>Così ho riavvolto il nastro. All&#8217;inizio era stato divertente scoprirci a vicenda, esplorare questa novità di una vita &#8220;vanilla&#8221; condivisa, ma la smania di fare ci ha fatto perdere di vista la gioia del compiere quel cammino insieme. Mettere la nostra relazione nella Lista è stata una buona idea, ci è servita a ricordarci che anche noi, come i nostri animali e la nostra casa, avevamo bisogno di cure ed attenzioni, quotidianamente. Ma se volevo davvero vivere questo rapporto fino in fondo non potevo considerarlo solo &#8220;una delle cose da fare&#8221;.</p>
<p>Credo che terrò il nostro rapporto sulla Lista per ricordarmi, ogni volta che finisco per rincorrere la vita senza godermela, di riavvolgere il nastro e di godermi quello che ho e che sto facendo, sia un lavoro ben fatto, la vita che ho sempre voluto o un servizio che dà piacere al mio Padrone.</p>
<p style="text-align: right;"><em>maripose kate</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>trad. a cura di phoenix{FdN}</em></p>
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		<title>Tagliata di tonno</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 16:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phoenix{FdN}</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cucina]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho scelto di condividere questa ricetta, peraltro non mia ma passatami da un amico, con tutte le schiave che leggono HiS perché ha tutti i requisiti per essere sfruttata in diverse occasioni: è veloce, semplice e raffinata.
Non costa nemmeno tanto.
Per prima cosa ci si procura del filetto di tonno: non è così complicato come sembra, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scelto di condividere questa ricetta, peraltro non mia ma passatami da un amico, con tutte le schiave che leggono HiS perché ha tutti i requisiti per essere sfruttata in diverse occasioni: è <strong>veloce, semplice e raffinata</strong>.<br />
Non costa nemmeno tanto.</p>
<p><span id="more-47"></span>Per prima cosa ci si procura del filetto di tonno: non è così complicato come sembra, anche se non avete un pescivendolo di fiducia, perché si trova tranquillamente nei buoni supermercati, anche già preparato in confezioni da circa 100 gr, che è esattamente la quantità che ci serve per ottenere una porzione.<br />
Prendetene una per ognuno dei vostri commensali, oppure calcolate cento grammi a persona e chiedete al pescivendolo un filetto di tonno di quel peso e fatevelo tagliare nel numero di porzioni che desiderate.<br />
Una volta tornate a casa, mettete sul fuoco una larga padella antiaderente.<br />
Quando è ben calda, acchiappate il tonno, che essendo morto opporrà pochissima resistenza, e piazzatelo nella padella.<br />
Fate scottare il tonno per tre minuti da un lato, giratelo dall’altro e ripetete l’operazione.<br />
Dopodiché piazzateci il coperchio sopra, spegnete il fuoco e lasciate in pace per qualche minuto.<br />
(I tempi di questa operazione possono variare leggermente, dipende da quanto è grosso il filetto e anche da quanto vi piace il pesce crudo: se non vi piace per niente, però, vi conviene cambiare ricetta)</p>
<p>Il filetto, a questo punto, dovrebbe apparire cotto all’esterno e avere all’interno un colore rosso vivo. Prendete un coltello e tagliatelo, come se doveste affettarlo a fette di circa un dito di spessore, ma senza arrivare col coltello alla base del filetto stesso, fermatevi invece circa a metà.<br />
Una volta preparati tanti filetti quanti sono i vostri commensali in questo modo, scaldate sul fuoco dell’olio aromatizzato al rosmarino, e versatene circa un cucchiaio sulla sommità di ogni filetto.<br />
Il calore dell’olio che penetra attraverso i tagli da voi praticati cuocerà ulteriormente il filetto.</p>
<p>A questo punto resta solo da ‘<strong>impiattare</strong>’: disponete dell’insalata verde sul fondo di ogni piatto, adagiateci il filetto sopra, e decorate con uno schizzo di glassa di aceto balsamico (vendono anche questo già confezionato, cercatelo vicino al ketchup e alla maionese) con cui potete sbizzarrirvi a creare scritte, cuoricini, fiorellini e altre amenità.</p>
<p>Va bene come antipasto o come secondo leggero, il che vuol dire che basta immaginare un primo piatto piuttosto ricco e avete risolto il menù della cena, ma, se avete voglia di strafare va bene anche all’interno di <strong>menù orientaleggiante</strong> a base di sushi e sashimi.<br />
L’unica cosa che si può considerare un inconveniente è che pur essendo velocissimo, deve essere composto e mangiato praticamente all’istante, e quindi non potete avvantaggiarvi con la preparazione.<br />
Questo lo rende un piatto più adatto ad essere servito nelle cene in cui voi non dovete mangiare, oppure servite la cena insieme ad un’altra schiava, e, in ogni caso, avete pochi ospiti.</p>
<p>Purtroppo non m’intendo di vini, chiunque di voi si senta di consigliarci qualcosa usi i commenti!!</p>
<p style="text-align: right;"><em>avluela{G}</em></p>
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		<title>Tre desideri</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 16:38:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phoenix{FdN}</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Studio]]></category>

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		<description><![CDATA[Porto il collare di Gormon da due anni e mezzo.
Sono una di quelle schiave che ricordano ogni tipo di ricorrenza con precisione da anagrafe e che, soprattutto, trovano che ogni scusa per festeggiare la propria appartenenza sia buona, e cerco quindi di fare al Padrone almeno un pensierino per ogni mesiversario.
All’inizio, trovare le idee era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Porto il collare di Gormon da due anni e mezzo.<br />
Sono una di quelle schiave che ricordano ogni tipo di <strong>ricorrenza</strong> con precisione da anagrafe e che, soprattutto, trovano che ogni scusa per festeggiare la propria appartenenza sia buona, e cerco quindi di fare al Padrone almeno un pensierino per ogni <strong>mesiversario</strong>.</p>
<p><span id="more-46"></span>All’inizio, trovare le idee era abbastanza semplice: un abitino sexy come quelli che lui adora, in latex o in pvc, materiali a me fino a quel momento sconosciuti, un nuovo strumento che Lui potesse usare su di me, un paio di scarpe assolutamente fetish, che io non avevo mai portato, il collare da scegliere insieme &#8230; insomma, tutto quanto aveva il sapore della novità, inoltre all’inizio della nostra storia il Padrone diceva spesso ‘un giorno prendiamo …’ o ‘un giorno ti voglio vedere con …’ e io facevo un post it mentale con quel desiderio lo realizzavo appena potevo, secondo le mie capacità e/o la disponibilità di soldi.<br />
Penso che la maggior parte delle relazioni Padrone schiava attraversino una fase simile.<br />
Spesso, però, dopo qualche mese si comincia a pensare che senz’altro quel vestito_guinzaglio_corsetto è bello da levare il fiato, ma ne abbiamo *davvero* bisogno, e che di frusta in effetti va benissimo quella vecchia, e in generale, ogni idea regalo comincia a suonare un po’ come un *doppione*.<br />
Credo dipenda dal fatto che la  nostra schiavitù, che prima aveva bisogno di oggetti ‘esteriori’ cui appoggiarsi, prende una dimensione sempre più <strong>intima e privata</strong>, ripiegata al nostro interno.<br />
Senza contare il dettaglio non irrilevante che tutti questi oggetti sono di solito piuttosto <strong>costosi</strong>: senz’altro affrontiamo con piacere la spesa una volta o due, ma la maggior parte di noi non può permettersi di spendere abitualmente una cifra simile.</p>
<p>Inoltre, -almeno per me è stato così!- all’inizio del rapporto facevo degli errori senza praticamente nemmeno accorgermi di averli fatti e rimanevo attonita quando venivo punita, ed ero talmente impegnata a correre dietro a quel flusso costante di novità_esperienze_sensazioni così sconvolgenti da non avere assolutamente l’energia mentale riflettere su me stessa e la mia schiavitù: è stato solo dopo qualche mese che sono riuscita a ‘guardarmi da fuori’ e a individuare da sola le aree delle mie carenze e i punti su cui dovevo migliorare.<br />
E’ stato così che ho avuto l’idea di preparare, in occasione di ogni mesiversario, un bigliettino con<strong> tre buoni propositi</strong> per il mese seguente.</p>
<p>Attenzione, non si tratta di tre buoni propositi ‘generici’ del tipo: ‘<em>diventare una buona schiava</em>’, ‘<em>obbedire sempre</em>’ o ‘<em>non sbagliare più</em>’.<br />
Cerco di focalizzarmi su <strong>piccoli obiettivi concreti</strong>: sbrigarmi di più quando Padrone mi manda a prendere il caffè la mattina, dimagrire un chilo, andare in palestra una volta in più del mese precedente, far trovare sempre la cena pronta al Padrone quando torna, … credo abbiate capito lo spirito.<br />
Mentre li scrivo, penso al mese precedente: c’è stato qualche errore per il quale sono stata punita? c’è qualche mancanza per la quale vengo rimproverata più spesso? E’ il momento giusto per riprendere qualcuno di quei ‘devo fare’ e trasformarlo in faccio.<br />
Scelgo obiettivi che so di poter raggiungere, dettagli che ho trascurato per stanchezza o pigrizia ed evito accuratamente tutti i ‘grandi temi esistenziali’, che invece richiedono un lavoro costante e congiunto delle Sue forze e delle mie.<br />
Per capirci, dovreste provare un senso di <strong>soddisfazione</strong> paragonabile a quello che potreste provare quando decidete di dedicare mezz’ora a rimettere a posto un cassetto, o a riordinare i libri di una mensola, non lo sgomento che provate di fronte all’idea delle pulizie di Pasqua.<br />
Ovviamente potete, se ritenete che sia il caso, coinvolgere il vostro Padrone nella fase della preparazione della lista.</p>
<p>Potete elaborare (insieme a Lui o da sole) una <strong>cerimonia rituale</strong> attraverso il quale consegnarglielo: io di solito lo lego al collare con un nastrino e mi presento a Lui, stile pacco regalo con bigliettino annesso, cercando con questo di intendere che il vero regalo per Padrone sono io e la mia volontà di fare sempre meglio.<br />
La prima volta ha riso molto, ormai credo si sia rassegnato al fatto che sono scema.</p>
<p>Tutti i bigliettini vengono poi conservati in una scatolina.</p>
<p>Il mese successivo potreste anche prevedere uno spazio di <strong>verifica</strong> insieme a Lui per vedere quali obiettivi avete raggiunto e in che modo, e valutare se sia eventualmente il caso di inserirli di nuovo nella lista del mese successivo.<br />
Non posso però parlare più dettagliatamente di questa fase perché il mio Padrone preferisce lasciarmi sola di fronte alla responsabilità di misurarmi con me stessa e i miei insuccessi … e anche perché, non so se per scaramanzia o per validità del metodo, con me questa formula funziona perfettamente, e per ora non mi è mai successo di non riuscire a mantenere uno di questi obiettivi.</p>
<p style="text-align: right;"><em>avluela{G}</em></p>
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		<title>Trucco&#8230; e parrucco!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 16:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phoenix{FdN}</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Camera]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio Padrone mi ha insegnato ad apprezzare la mia femminilità, e di riflesso tutti quegli orpelli femminili che sono in grado di sottolineare ed esaltare la bellezza di una donna ed io ho imparato ad adorare e a divertirmi con tutto ciò che in grado di trasformarmi, ogni volta che Lui mi guarda, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio Padrone mi ha insegnato ad apprezzare la mia <strong>femminilità</strong>, e di riflesso tutti quegli orpelli femminili che sono in grado di sottolineare ed esaltare la bellezza di una donna ed io ho imparato ad adorare e a divertirmi con tutto ciò che in grado di trasformarmi, ogni volta che Lui mi guarda, in una <strong>bambola fetish</strong>.<br />
Ci hanno insegnato a temere tacchi a spillo e dintorni ricordandocene terroristicamente la scomodità, ma giocare con noi stesse e lo specchio è qualcosa di divertente e rilassante per noi, oltre che per i nostri Padroni.<br />
Fra gli accessori che sono più in grado di regalarci la magia di uscire da noi stesse e vederci immediatamente trasformate ci sono senz’altro le <strong>parrucche</strong>, che trasformano immediatamente il nostro volto e il nostro aspetto.</p>
<p><span id="more-45"></span></p>
<p>Quando le scelgo, personalmente non cerco di fare in modo che sembri naturale, anzi scelgo <strong>colori</strong> psichedelici e decisamente improbabili, quelli che non potrei mai e poi mai vedere apparire intorno al mio viso: rosa shocking, blu elettrico, biondo alieno &#8230;<br />
Se non si ricerca a tutti i costi l&#8217;illusione del capello naturale, ma si accetta con allegria la &#8216;magia&#8217; del travestimento una parrucca può essere un articolo veramente economico &#8230; specialmente se vi prendete la briga di cercarle nei negozi specializzati in travestimenti, o durante i periodi di carnevale o di halloween, piuttosto che cercarle nei fetish/sexy shop, dove potreste trovare un incremento del prezzo di oltre il cinquanta per cento.</p>
<p>Per indossarla, dovete raccogliere i capelli in modo uniforme, evitando che ci siano punti dove la testa appare più gonfia. Se avete i capelli molto lunghi conviene raccoglierli in due codini bassi (per evitare l&#8217;effetto &#8216;testa di alien&#8217;) e poi fissare alla testa un ciuffo per volta con una forcina.<br />
Ora infilate in testa un vecchio paio di collant, (no, non sono diventata matta) infilando la testa nell&#8217;apertura superiore, afferrate le gambe del collant e fate un nodino, il più vicino possibile alla testa. Poi, con un paio di forbici, tagliate via la parte di collant in eccesso. In questo modo avete ottenuto una cuffia perfettamente calzata sulla vostra testa, esattamente della vostra misura e per di più sottilissima e trasparente.<br />
A questo punto prendete la parrucca, posizionate la frangia nella posizione giusta, afferratela con una mano davanti e una dietro e infilatela come se indossaste una cuffia da piscina, facendo aderire, cioè, prima la fronte.<br />
A questo punto dovrebbe essere abbastanza salda, ma per maggior precauzione, infilate tre o quattro forcine di plastica tra il collant e la retina interna della parrucca.</p>
<p>Potete <strong>spazzolarla</strong> con un pettine di metallo a denti sottili e larghi, mettete in conto la caduta di qualche capello.<br />
Se si formano grossi nodi, procedete come per pettinare i capelli veri: cominciando dal basso, districate pian piano le punte, e poi salite sempre più verso l&#8217;attaccatura della testa.</p>
<p>Se vi è possibile, procuratevi anche una &#8216;testa&#8217; di polistirolo dove poggiarla quando non la usate: anche queste si trovano nei negozi specializzati, anche in quelli online.<br />
Questo attrezzo non è indispensabile, ma è sicuramente consigliabile per la <strong>manutenzione</strong> delle parrucche.<br />
Nel caso non vi sia possibile, riponetele con cura nella retina in cui la parrucca è avvolta quando vi viene venduta, e riponetela ben pettinata in luogo fresco e il meno polveroso possibile.</p>
<p>Se le usate come le uso io, cioè come strumento &#8216;da letto&#8217; (cioè per serate fetish, o per stare in casa col vostro Padrone) e non &#8216;da giorno&#8217; vi si sporcherà decisamente poco (non essendo esposta a smog, pioggia, e simili) e vi capiterà di doverla <strong>lavare</strong> solo saltuariamente.<br />
Immergetela in una bacinella con poco shampoo delicato, e agitate l&#8217;acqua, muovendo più volte la parrucca, ma senza sfregarla. In seguito trasferitela in una bacinella di acqua pulita, senza porla direttamente sotto il rubinetto e poi tamponatela con un asciugamano.</p>
<p>Disponetela su una testa di plastica, e lasciatela asciugare all&#8217;aria, pettinandola solamente una volta che è completamente asciutta.<br />
Non usate mai phon, arricciacapelli, piastre e simili, e tenetela in generale lontano da ogni fonte di calore.<br />
Esistono balsami e shampoo specifici per parrucche, ma di solito costano di più della parrucca stessa (quelle che compro io, almeno, diverso è il discorso se avete comprato una parrucca di capelli veri) e quindi io non ne ho mai fatto uso.</p>
<p style="text-align: right;"><em>avluela{G}</em></p>
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		<item>
		<title>Sesso anale</title>
		<link>http://www.papiebebi.org/his/?p=43</link>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2008 19:59:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>phoenix{FdN}</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Camera]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sesso anale, croce e delizia di moltissime schiave. Spesso più croce che delizia, non è vero? Ma è solo questione di partire con il piede giusto e di non lasciarsi scoraggiare dalle prime (dolorose) difficoltà. Se anche il vostro Padrone, come il mio, è convinto che &#8220;ogni buco lasciato è perso&#8221; e se voi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Il sesso anale, croce e delizia di moltissime schiave. Spesso più croce che delizia, non è vero? Ma è solo questione di partire con il piede giusto e di non lasciarsi scoraggiare dalle prime (dolorose) difficoltà. Se anche il vostro Padrone, come il mio, è convinto che &#8220;ogni buco lasciato è perso&#8221; e se voi invece, come la sottoscritta all&#8217;inizio, pensate che il vostro sedere stia bene come sta svolgendo unicamente le funzioni per le quali è stato fisiologicamente studiato, continuate a leggere! Potreste trovare la strada giusta per uscire da questo&#8230; <em>cul</em> de sac! ^_^ (questa demenza non è dovuta al sesso anale, tranquille!).</p>
<p class="MsoNormal"><span id="more-43"></span></p>
<p class="MsoNormal">Sono sempre stata dell&#8217;idea che la mia vita sessuale fosse già abbastanza soddisfacente grazie al sesso &#8220;standard&#8221;, vaginale diciamo, e che se noi donne siamo state create con il clitoride lì e non altrove un motivo ci sarà! Perchè sforzarsi di fare qualcosa per la quale non siamo state &#8220;programmate&#8221;?</p>
<p>Quando ho incontrato il mio Padrone, però, ho ben presto scoperto quanto il sesso anale fosse da Lui considerato un&#8217;assoluta <strong>prelibatezza</strong>. Non solo! Da certe mie movenze durante i nostri rapporti sessuali si diceva assolutamente sicuro che fossi naturalmente predisposta al sesso anale e che fosse solamente un <strong>blocco psicologico</strong> a frenarmi.</p>
<p>Col tempo ho scoperto che aveva ragione - guarda caso - e quindi posso darvi alcuni suggerimenti su come imparare ad apprezzare questa pratica.</p>
<p>Innanzitutto per me è stato di fondamentale importanza imparare ad <strong>associare la penetrazione anale al piacere</strong> e all&#8217;orgasmo. Durante i nostri rapporti sessuali il Padrone ha iniziato a penetrarmi con oggetti molto piccoli o con le dita mentre mi avvicinavo all&#8217;orgasmo e fino al suo culmine. In quei momenti, lo ammetto, la cosa non mi dispiaceva affatto, anzi! Spesso ero io che, con i movimenti del bacino, cercavo di agevolarlo in questo &#8220;gioco&#8221;. Ovviamente, una volta superato il delirio orgasmico e &#8220;tornata in me&#8221; mi contraevo e cominciavo a provare fastidio&#8230; brutti scherzi delle nostre menti razionali.</p>
<p>Prima del sesso vero e proprio abbiamo iniziato un <strong>plug training</strong>. In tutti i sex shop trovate plug anali di qualsiasi dimensione. Comprate il più piccolo ed iniziate a giocarci come se fosse un piccolo dildo, dovete imparare a considerarlo un <strong>oggetto di piacere</strong> e non uno strumento di tortura. Le prime volte che il Padrone mi ha penetrata con un plug, seppur così piccolo, mi è sembrato di venire letteralmente impalata, non mi sarei stupita di vederne la punta nera uscirmi dalla bocca!! Ero nervosa - e quindi contratta. Le prime volte ho dovuto stringere un po&#8217; i denti, poi è andata sempre meglio. Tenevo il plug durante i rapporti sessuali e ad ogni colpo di bacino del Padrone corrispondeva anche una spinta al plug per un piacevolissimo effetto di <strong>doppia penetrazione</strong> che, durante l&#8217;orgasmo, amplificava la sensazione di piacere.</p>
<p>Non ho mai subito particolari pressioni da parte del Padrone, non mi è mai stato imposto il sesso anale come un &#8220;<em>obbligo da buona schiava</em>&#8221; e questo mi ha sicuramente aiutata a non vivere la prima volta in maniera traumatica. Il desiderio è cresciuto in me per due motivi: da una parte mi rendevo conto che, a piccole dosi, la stimolazione anale non mi dispiaceva ed ero quindi curiosa di vedere cosa ci fosse &#8220;oltre&#8221;&#8230; e poi sapere che il tuo Padrone ama qualcosa che tu non sei in grado di offrire, beh&#8230; è un bel po&#8217; umiliante.</p>
<p>Una volta che le motivazioni ci sono e che abbiamo preso un po&#8217; più confidenza con questa parte del nostro corpo, si può finalmente vivere il sesso anale in tutta tranquillità e con il massimo piacere. A patto di tenere a mente qualche piccola dritta.<br />
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<strong>Clisteri:</strong></strong> io personalmente non ne ho mai fatto uso, anche perchè le volte che ho provato a farmeli da sola ho avuto solo dei gran crampi (e poi il mio Padrone mi dice sempre che sa benissimo dove si va a infilare, non è che si aspetta di trovarci le violette nel mio intestino! ^_^). Sicuramente per chi di voi è più sensibile al fattore &#8220;sporco&#8221;, può essere un bell&#8217;aiuto sapere di non correre alcun rischio. E se comunque il vostro Padrone fosse infastidito dall&#8217;idea di entrare troppo a stretto contatto con le vostre feci, un bel clistere (basta farlo con acqua tiepida e camomilla) è sicuramente consigliabile. Devo confessarvi però che sono molto grata al mio Padrone per avermi insegnato a <strong>non avere schifo di niente</strong>. Le prime volte che estraevo il plug (soprattutto quelli un po&#8217; più grossi e dopo molte ore di utilizzo) e lo trovavo sporco ero <em>schifiltosissima</em>. Lo pulivo praticamente ad occhi chiusi sotto l&#8217;acqua corrente, morendo di vergogna. Prendere confidenza anche con questa parte del mio corpo invece è stato importante e mi ha aiutata a superare molti miei limiti a livello psicologico.</p>
<p><strong>Lubrificanti: </strong>provatene, provatene, provatene! Oleosi, a base liquida, al sapore di frutta, ipertecnologici e costosissimi oppure economici e di facile reperibilità come l&#8217;olio per neonati&#8230; o la saliva! Non si può dire, secondo me, che esista un lubrificante oggettivamente migliore di un altro: è una scelta assolutamente soggettiva. Noi ad esempio dopo aver provato alcuni prodotti da sex shop abbiamo provato con un comunissimo tubetto di vaselina e da allora non l&#8217;abbiamo più abbandonata! Anzi, addirittura la utilizziamo per il <strong>fisting anale</strong>. State solo attente alla composizione del lubrificante scelto (ad esempio la vaselina e gli altri lubrificanti a base oleosa possono danneggiare i profilattici!). Questa zona del nostro corpo non viene naturalmente lubrificata come la vagina (o, per lo meno, non proprio allo stesso modo) ed è quindi molto importante provvedere a che la penetrazione sia resa il più agevole possibile</p>
<p><strong>Eccitazione: </strong>per me è uno degli ingredienti fondamentali, forse <strong>il più importante</strong> assieme alla pazienza che si spera il vostro Padrone avrà/abbia avuto nel farvi avvicinare a questa pratica! Se si è appassionate di sesso anale questo non è ovviamente un problema, ma se lo si vive con ancora un po&#8217; di fatica è fondamentale mantenere un alto livello di eccitazione per tutta la durata del rapporto. Usate la fantasia se vi può aiutare, chiedete il permesso al Padrone di potervi stimolare il clitoride con le dita o con un piccolo ovetto vibrante (questo è il mio preferito!!)&#8230; più riuscirete a sentirvi eccitate e coinvolte e più il piacere che riuscirete a trarne (e conseguentemente a trasmettere al vostro Padrone) aumenterà.</p>
<p style="text-align: right;"><em>phoenix{FdN}</em></p>
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