Parole di schiavitù

Parole di schiavitù

Il BDSM e la schiavitù sono parti importanti della nostra vita, per molte di noi rappresentano la nostra vita in senso assoluto… ma non siamo le uniche! Le menti e le penne di tanti scrittori si sono imbarcati nell’ardua impresa di rendere attraverso la parola scritta emozioni e sentimenti legati a questo stile di vita, spesso riuscendo a tradurre in parole quelle tempeste emotive che ci rendono quasi impossibile esprimerci in una lingua comprensibile!!

HiS ha raccolto (e, in alcuni casi, tradotto) per voi alcuni stralci di questa produzione letteraria: dal classico John Norman e le sue avventure del pianeta Gor fino ad un “insospettabile” William Shakespeare. L’ordine di pubblicazione è assolutamente casuale, perchè siano il vostro colpo d’occhio ed il vostro istinto a guidarvi verso le parole che più si legano al vostro vissuto.

Buona lettura!


La preghiera della kajira (trad. di phoenix{FdN})

Concedi a questa umile ragazza la forza di rispondere alle domande che non riesce a comprendere.
Concedi a questa ragazza lo spirito per conoscere i Suoi bisogni.
Concedi a questa ragazza la serenità per servirLo in pace.
Concedi a questa ragazza l’amore con cui mostrarGli se stessa.
Concedi a questa ragazza la tenerezza per esserGli di conforto.
Concedi a questa ragazza la luce che C/ci illumini la via.
Concedi a questa ragazza la saggezza per essere per Lui qualcosa di prezioso.

Fa’ che questa ragazza sia capace di mostrarGli ogni giorno l’amore nel servirLo.
Fa’ che questa ragazza sappia aprirsi a Lui, così da appartenerGli completamente.
Fa’ che questa ragazza accetti le sue punizioni con la grazia di una donna.
Fa’ che questa ragazza impari a compiacere Lui prima che se stessa.

Concedi a questa ragazza il potere di donarGli completamente se stessa.
Concedi a questa ragazza la forza di farci star bene entrambi.

Permetti a questa ragazza di amare se stessa, nell’amare Lui.
Perché è il più grande desiderio di questa ragazza, il suo più grande potere
Rendere la Sua vita completa.


J. Mikael Togneri - Spirituality in Slavehood (trad. di phoenix{FdN})

La pratica religiosa contiene un sacco di elementi sado-masochistici, dalla penitenza, la confessione ed il perdono alla servitù, l’astinenza e la flagellazione. La ragione per cui il BDSM assomiglia tanto ad un atto religioso è, semplicemente, che è un atto religioso.


Marlene Dietrich

Per essere completamente donna hai bisogno di un padrone che sia la bussola della tua vita. Hai bisogno di un uomo che puoi guardare dal basso e rispettare. Se lo detronizzi non c’è da stupirsi che tu sia infelice e le donne infelici non vengono amate a lungo.


William Shakespeare - La bisbetica domata

Caterina:
Vergogna! Spiana quella fronte minacciosa, ostile
e non lanciare sguardi arroganti da quegli occhi
per ferire il tuo signore, il tuo re, il tuo governatore.
Sciupano la tua bellezza come il gelo morde i prati,
turbano la tua fama come gli uragani scuotono i bei germogli,
e in nessun senso sono opportuni e amabili.
Una donna alterata è come una fonte intorbidata,
fangosa, brutta, scura, priva di bellezza,
e finchè è così, nessuno, per quanto arido o assetato,
si degna di sorbirne o di toccarne una goccia.
Tuo marito è il tuo signore, la tua vita,il tuo custode,
il tuo capo, il tuo sovrano; uno che tiene a te,
e ti mantiene; si sottopone
a dolorose fatiche per mare e per terra,
a vegliare la notte nel temporale, il giorno al freddo,
mentre tu te ne stai al caldo in casa, al sicuro e in pace;
e non chiede altro tributo dalle tue mani
che amore, affabilità e sincera obbedienza -
prezzi troppo esigui per un debito così grande.

Tale sottomissione quale il suddito deve al suo principe,
la donna la deve al suo marito;
e quando ella è impertinente, capricciosa, imbronciata,
e disobbediente alla sua onestà volontà,
che cosa è lei se non una vile, riottosa ribelle
e un’ingrata traditrice del suo amoroso signore?
Mi vergogno che le donne siano così ingenue
da offrir guerra là dove dovrebbero chiedere in ginocchio la pace;
o cerchino il governo, la suprermazia e il predominio
quando sono destinate a servire, amare e obbedire.
Perchè il nostro corpo è morbito e debole e liscio,
inadatto a faticare e a travagliare nel mondo,
se non perchè la nostra dolce disposizione e il nostro cuore
devono conformarsi al nostro aspetto esterno?
Su, su, vermi scontrosi e impotenti!
Il mio animo è stato ribelle quanto il vostro,
il mio cuore non meno presuntuoso, il mio intelletto anche forse di più,
tanto da ribattere parola per parola e cipiglio per cipiglio;
ma ora vedo che le nostre lance sono di paglia,
che la nostra forza è debole, e la nostra debolezza incomparabile,
che quanto più sembriamo, tanto meno siamo.
Perciò bando all’orgoglio, che non serve a nulla,
e mettete le mani sotto il piede del vostro marito.
In pegno della quale sottomissione, se a lui piace,
la mia mano è pronta a far con lui la pace.


Rabindranath Tagore

Dormivo e sognavo
che la vita era gioia.
Mi svegliai e vidi
che la vita era servizio.
Volli servire e vidi
che servire era gioia.


William Shakespeare - Sonetto n. 75 (segnalato da Gatta)

Tu sei per la mia mente come il cibo per la vita,
Come le piogge di primavera sono per la terra;
E per goderti in pace combatto la stessa guerra
Che combatte un avaro per accumutar ricchezza.

Prima orgoglioso di possedere, e subito dopo,
Roso dal dubbio che il tempo gli scippi il tesoro;
Prima voglioso di restare solo con te,
Poi orgoglioso che il mondo veda il mio piacere.

Talvolta sazio di banchettare nel tuo sguardo,
Subito dopo affamato di una tua occhiata:
Non possiedo nè persegua alcun piacere
Se non cio che ho da te o da te io posso avere.

Cosi ogni giorno soffro di fame e sazietà,
Di tutto ghiotto e di ogni cosa privo.


Friedrich Nietzsche (segnalato da scolaretta di Max)

Chi più d’ogni altro la donna odia?Così parlò il ferro al magnete:”Io odio te più di ogni altro, perchè tu attiri, ma non sei abbastanza forte per attrarre a te”.

La felicità dell’uomo si chiama io voglio. La felicità della donna si chiama : lui vuole


Oscar Wilde - Sir Henry, da Il ritratto di Dorian Gray (segnalato da scolaretta di Max)

Le donne apprezzano la crudeltà più di ogni altra cosa. Hanno degli ammirevoli istinti primitivi. Noi le abbiamo emancipate,ma esse sono rimaste delle schiave che vanno in cerca del loro padroni e godono di essere dominate.


Marcel Proust (segnalato da scolaretta di Max)

Il possesso di ciò che si ama è una gioia ancora più grande dell’amore.


R.Musil - da “Il compimento dell’amore” (segnalato da scolaretta di Max)

L’aria di quella camera affittata oggi a questo, domani a quello, si affrontava col profumo del suo corpo. Indugiò con gli occhi sullo scendiletto logoro, calpestato da molti piedi. Pensò all’odore che dalla pelle di quei piedi saliva ed entrava nell’anima di altri sconosciuti. Era una strana impressione, ora ripugnante ora irresistibile… E sempre quell’uomo stava lì dietro la porta. Fu afferrata dal desiderio di buttarsi su quel tappeto, baciare la tracce repulsive di quei piedi e di eccitarsene come una cagna annusante. D’improvviso s’inginocchiò per terra, i fiori del tappeto rameggiarono davanti ai suoi occhi; ella vide le proprie cosce di donna piegarvisi sopra… le sue mani sul pavimento si fissavano l’un l’altra, come due animali a 5 zampe. Le venne in mente di nuovo l’uomo che stava lì, mentre lei era accucciata a quattro gambe, nuda, dietro la porta…. Vide il proprio corpo giacere sotto quello dello straniero, vide gli occhi dell’uomo che la piegavano, che la costringevano giù….vedeva quell’espressione d’estasi che le era stata strappata con la violenza, quell’immensa immaginaria resa e dedizione dell’anima…. E poi Claudine sentì con orrore che, nonostante tutto, il suo corpo si colmava di voluttà. E in fondo alla sua memoria pensava a qualcosa che aveva sentito una volta in un giorno di primavera:come un potersi dare a tutti, eppure appartenere a uno solo.


Pedro Salinas (segnalato da scolaretta di Max)

Non voglio che tu te ne vada,
dolore, ultima forma
di amare. Mi sento
vivere quando mi fai del male…


James Joyce (segnalato da scolaretta di Max)

Penso sempre a te. Quando vado a letto la notte è una specie di tortura per me. Non scriverò su questa pagina ciò che mi riempie la mente, la vera e propria pazzia del desiderio. Ti vedo in cento pose, vergognose, verginali, languide, impudiche. Concediti interamente, tutta, quando ci rivediamo. Tutto ciò che è nascosto agli altri, devi darmelo. Voglio essere signore del tuo corpo e del tuo spirito.


Marthe Blau - Nelle sue mani (segnalato da mavelle{PdM})

Sentirai il frustino sferzarti i fianchi, le natiche, la schiena, le reni. Vorrai urlare, ma ti avrò imbavagliata. Vorrai piangere, ma ti avrò bendata. Vorrai scappare, ma ti avrò legata… Non potrai supplicarmi in alcun modo, farò di te quello che vorrò. Se vorrò, mi darai la tua vita. Sei mia. IO sono il tuo PADRONE.


Marthe Blau (segnalato da mavelle{PdM})

….perchè non sanno cosa ci aspettiamo, perchè non osano dirci quel che ci coglie di sorpresa e ci tiene sospese?…che desideriamo ci prendano l’anima, la vita, ci trasformino in bestie avide, umiliate, sottomesse, imploranti un ordine, una parola, una prova, che ci farebbero vibrare, capire che prima era il nulla?


Anais Nin - Incesto

Non voglio essere il leader. Rifiuto di esserlo. Voglio vivere beatamente e oscuramente nella mia femminilità. Voglio un uomo sopra di me, sempre sopra di me. Il suo volere, il suo piacere, il suo desiderio, la sua vita, il suo lavoro, la sua sessualità la priorità, il comando, la mia guida. Non m’interessa lavorare, conquistare il mio spazio intellettualmente, artisticamente; ma come donna, oh, Dio, come donna voglio esser dominata. Non m’interessa che mi si dica che devo stare in piedi da sola, né che devo aggrapparmi a tutto ciò che sono capace di fare, ma voglio essere catturata, scopata, posseduta dal volere di un maschio a suo piacimento, a suo comando.


William Shakespeare - Sonetto n. 57

Essendo tuo schiavo, che altro posso fare
se non attendere per ore ai desideri tuoi?
Non ha per me valore il tempo, né incarichi
ho da assolvere, finché tu non mi comandi.
Né oso sgridare gli interminabili istanti
mentre, mio sovrano, guardo l’ora in tua attesa;
né penso all’amarezza del tuo distacco,
quando tu al tuo servo hai detto addio.
E neppure oso chiedere ai miei pensieri gelosi
dove tu sia o cosa tu stai facendo:
ma, come schiavo rattristato, non penso ad altro
se non quanto felici fai coloro con cui ti trovi.
L’amore è tale sciocco che, dei tuoi capricci,
qualsiasi cosa tu faccia, egli non pensa male.


John Norman - Mercenaries of Gor (fonte)

“Tutta la tua vita,” egli disse, “sarà ora pervasa dalla sessualità, dalla tua femminilità. La tua vita sarà ora una vita sessuale, una vita in cui la femminilità, per la prima volta, sarà di innegabile e capitale importanza. Sarà una vita in cui essa sarà intensamente centrale.”

“Sì, Master,” ella disse.

“Sarà una vita di totale femminilità, e dedizione, e servizio, e amore.”

“Sì, Master,” ella disse.

“Il più piccolo compito della tua vita, come pulirai il cuoio del tuo master, come preparerai i suoi abiti, come cucinerai e cucirai, come farai acquisti, come pulirai e laverai, perfino il compito più minuscolo e servile, tutte queste cose diventeranno sessuali, tutte diventeranno espressione della tua femminilità, appropriate e gioiose manifestazioni del tuo amore e del tuo servizio, senza valore, ma impotentemente ed offerti, solamente quelli di una schiava insignificante.” “Capisco,” ella disse.

“La vita di una schiava femmina,” egli disse, “è una vita completamente dedicata all’amore. Non è il frutto di un compromesso. Non è una di quelle vite che sono un po’ questo e un poì quello. È un modo di vivere totale, una vita completa. La schiava femmina ambisce a dare tutto, altruisticamente, sapendo che ella, poiché è una mera schiava, un animale senza diritti posseduto dal suo master, un animale che può essere comprato e venduto al suo minimo capriccio, non può pretendere niente, perché ella non merita niente, e non ha il dritto neanche alla minima attenzione e considerazione. Non sono possibili contrattazioni con lei, né patti.”

“Sì, Master,” sussurrò la ragazza.

“Ed è per simili donne,” egli disse, “che gli uomini sono pronti a morire.”


John Norman - Il credo della kajira (trad. di phoenix{FdN})

Lui è il Padrone ed io sono la schiava
Lui è il proprietario ed iio sono proprietà
Lui comanda ed io obbedisco
Lui deve essere compiaciuto ed io devo compiacere
Perchè questo?
Perchè Lui è il Padrone ed io sono la schiava.


John Norman - Le dieci regole di servitù (fonte)

Prima Regola di Servitù - Tutte le Genti Libere vanno chiamate quali Padrone e Padroni (oppure Master e Mistress se si resta fedeli ali termini anglosassoni). Se non fosse possibile comprendere il sesso della Persona Libera dal proprio nome (ad esempio online) viene usato l’appellativo maschile Padrone (o Master).
Seconda Regola di Servitù - Servire ogni Padrone o Padrona come se la vostra esistenza dipendesse dal fatto di essere in grado di compiacerli… perché è così.
Terza Regola di Servitù - Anche se una Persona Libera può non avere ragione, essa per definizione non ha mai torto. Le schiave hanno sempre le ultime parole in una discussione, e queste parole sono: “Si Padrone” …
Quarta Regola di Servitù - Gelosia e Possessività hanno ucciso più schiave che la disobbedienza.
Quinta Regola di Servitù - Le schiave non parlano mai di se stesse in prima persona. Non c’è un “Io” o “Mio” nel vocabolario della schiava.
Sesta Regola di Servitù - La perfezione nel Servire e Sottomettersi è l’obiettivo. Semplice eccellenza sarà tollerata.
Settima Regola di Servitù - Il tuo collare porta l’onore del tuo Padrone. Il tuo comportamento lo può rendere leggero come una piuma o pesante come una montagna.
Ottava Regola di Servitù - Se non c’è nessuno a richiedere il vostro servizio usate il tempo libero per pulire, cucinare, fare esperienza di servitù con le vostre sorelle o studiare i costumi di Gor. Non restate mai nascoste.
Nona Regola di Servitù - Una schiava non possiede altro che ciò che il suo Padrone le concede. Ciò che è concesso può venire tolto. Se vieni scelta per portare un nome da un Padrone, o sete o gioielli, ricorda che tutto ciò può venire tolto così come viene dato.
Decima Regola di Servitù - Il più futile dei capricci del vostro Padrone è la più alta delle vostre leggi. E chi infrange la legge verrà sempre punito.


John Norman - Nomads of Gor (trad. di phoenix{FdN})

Sono una schiava - ella disse - eppure per la prima volta nella mia vita mi sento libera.

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