Quale modo migliore per rituffarsi nelle meraviglie della vita ordinaria se non, in ordine di apparizione:
1) il diluvio universale con cielo che sfuma dal grigio scuro al nero pece;
2) litigata con la banca;
3) litigata in tribunale;
4) litigata con la banca (reprise);
5) mega casino con annessa carognata per quella che doveva essere una normalissima cena.
Davvero, quasi non si nota la differenza tra essere ammanettata all’armadio mentre mi gironzola addosso con la lama affilata e… tutto questo.
E anche se tra una manciata di giorni saremo di nuovo insieme, questa parentesi di lontananza mi sembra infinitamente lunga da far passare.
Fortuna che c’è chi pensa a Lui anche mentre io sono impossibilitata a farlo (
), ma questo non toglie che preferirei mille volte essere ai Suoi piedi rispetto a qualsiasi cosa possa accadere di bello qui.
Falcon ha realizzato il sogno di un post di un vecchio blog, credo si trattase addirittura di più di due anni fa. E’ strano come alcune cose rimangano fissate nella mente, anche quando sono apparentemente di poco conto. In fin dei conti si trattava solo di un rsitorante di cui mi aveva parlato… ed era proprio come l’avevo immaginato: la grande quercia, il ponticello da attraversare… Mi sono quasi chiesta come mai non partissero i violini in automatico!
Eravamo vestiti bene, io Gli correvo dietro saltellando sui tacchi alti e mi agganciavo al Suo braccio quando lo raggiungevo, appena possibile nascondevo il naso tra la Sua spalla ed il collo per sniffare il Suo odore… era tutto deliziosamente normale e speciale allo stesso tempo. Le foto a tavola, la Sua camicia bianca, il mio abitino nero… ridere insieme e scommettere sugli schizzi di souté sui vestiti! Ancora grazie Padrone. [promemoria: cercare di esportare i fiori di zucca fritti alla romana pure al di qua dei confini toscani! slurp!]
Uff. Ogni minuto, ogni istante rivivo i momenti insieme. Succede ogni volta - eppure ogni volta sembra un’emozione più violenta e, in un certo senso, più crudele delle altre. Ho avuto paura, ho provato dolore. “Vuoi che ci fermiamo?” e già conosceva la risposta che puntualmente è arrivata, ma non perchè “una schiava non dice mai basta”, è che proprio sento il bisogno che vada oltre, che mi spinga oltre, che mi trascini nei Suoi abissi di paradiso malefico. Mi capita quando mi penetra che non ne posso più, mi capita se gioca con gli aghi, se mi frusta, se mi strangola, se i muscoli si indolenziscono e gli arti si addormentano… è una corsa verso un limite esterno, più o meno indefinito, che non vedo l’ora di scavalcare per vedere cosa si trovi al di là.
E’ bestiale, sovrumano. E’ un’intensità di pulsioni che toglie il respiro.
Poco fa stavo pensando al casino che ho combinato oggi per la cena/carognata di cui sopra. Ho visto una cosa estremamente sgradevole, che non mi è piaciuta per niente… ed ho organizzato una specie di contro-cena per ristabilire almeno in parte il giusto ordine delle cose. Io, Miss QuietoVivere 1979-2006: chi l’avrebbe mai detto? Eppure anche questo è uno degli effetti benefici che ha il mio Padrone su di me.
Domenica mattina abbiamo adottato insieme una tartarughina che è andata a fare compagnia a quella che già avevo (cioè… passiamo davanti un negozio d’animali, io mi attacco tipo geco alla vetrina, entriamo… e ringraziate che mi sia accontentata di una cosetta lunga pochi cm!!!!). E’ ancora un po’ spaesata, ma già il fatto che la grande non abbia cercato di sbranare la piccolina mi fa sperare bene per il futuro. Non avevo mai visto niente entrare vivo in quella vasca… e rimanerci!!! La mia cucciolina è un po’ vorace, è nell’età dello sviluppo… ehm..
Falcon è un padre attento e premuroso e mi chiede spesso di lei… potrei arrivare a essere gelosa!!!!!
Ti adoro Padrone. Sei qualcosa di… infinito.













